Il filtro a maniche mod. FCQ prodotto dalla Ca.Re.Di s.r.l. è una macchina che trova largo impiego su impianti che trattano la lavorazione di materiali sfusi (es. molini, mangimifici, oleifici, etc.). Il filtro a maniche può lavorare sia che il filtro operi in pressione o in depressione, l’aria polverosa arriva nella tramoggia di scarico del filtro dove, rallentando la sua velocità, permetterà che una parte della polvere (la più pesante) precipiti subito verso il fondo dove verrà collegato un organo di trasporto (valvola a stella, coclea) o di recupero (bidone, sacco).

L’aria contenente la polvere residua si sposta verso l’alto investendo in maniera uniforme le maniche filtranti, all’esterno delle quali si depositano le polveri e prosegue il suo cammino attraverso i tubi Venturi per fuoriuscire dall’apertura ricavata sul coperchio del filtro.

Le maniche, sulla cui superficie esterna si è depositata la polvere, vengono lavate da un getto d’aria in controcorrente secondo cicli successivi predeterminati da un temporizzatore elettronico a contatti multipli (sequenzimetro) che invia alle elettrovalvole i necessari impulsi elettrici per l’apertura dei passaggi di aria compressa ai tubi Venturi.

La durata degli impulsi elettrici e l’intervallo fra un impulso e l’altro sono regolabili manualmente da potenziometri.

Nei tubi Venturi il passaggio dell’aria compressa (flusso primario) provoca una zona di depressione richiamando altra aria che si trova all’interno del coperchio del filtro (flusso secondario).

I due flussi formano così una corrente d’aria che si sposta ad altissima velocità verso il basso e che contemporaneamente attraversa all’interno le maniche, le scuote e provoca il distacco e la caduta delle polveri verso la tramoggia di scarico.

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